La storia del tulipano



Il tulipano è originario della Persia e della Turchia. Il Lali, come il tulipano è chiamato in turco, in quei luoghi cresce spontaneamente. Nel 16° secolo, Costantinopoli, l'attuale Istanbul, era considerata una delle più belle città al mondo. Era un centro di commerci, scambi, cultura e intrighi politici, ammirata anche per i suoi stupendi giardini.

Il tulipano in Persia

In Turchia la popolarità del tulipano raggiunse il suo apice con l'inizio del 18° secolo, noto anche come il 'secolo del tulipano'. Ogni primavera, alla luna piena, il sultano Ahmed III organizzava una favolosa mostra di tulipani nei giardini del palazzo. Pare facesse anche importare bulbi dall'Olanda. Centinaia di vasi con i più bei tulipani erano posti su rastrelliere. C'erano bocce di cristallo riempite di liquidi colorati e la luce dei lampadari di cristallo contribuiva a creare un'atmosfera da fiaba. Ai rami degli alberi erano appese gabbie con canarini e usignoli che riempivano l'aria del loro canto. I colori dei vestiti degli ospiti si intonavano a quelli dei fiori. Queste feste causarono a dire il vero la caduta del sultano. Venne ucciso da cospiratori che ritenevano tutto ciò un folle sperpero di denaro . Il commercio e la coltivazione dei tulipani vennero quindi strettamente regolamentati. Il commercio dei bulbi fu vietato al di fuori della capitale. I trasgressori venivano severamente puniti. Tutte le varietà, note o nuove che fossero, venivano accuratamente catalogate. Nel più antico libro sui tulipani pervenutoci si trovano non meno di 1588 nomi di tulipani.

Il tulipano in Europa 

Si dice che il primo tulipano sia arrivato in Gran Bretagna dall'Austria e più precisamente da Vienna nel 1578. Circa 45 anni più tardi, John Parkinson, un noto autore di erbari, ne catalogò oltre 150 varietà. Le suddivise in tre gruppi; a fioritura precoce, di mezza stagione e a fioritura tardiva. Tale classificazione è tuttora in uso. A tutt'oggi la Gran Bretagna ha un ruolo molto importante nella coltivazione e nella catalogazione delle nuove varietà.
In Francia il tulipano era il fiore di corte durante il regno di Luigi XIV, il Re Sole. Le dame di corte erano soliti usare tulipani, un simbolo di ricchezza, per ornare i loro abiti scollati.
Nel 19° secolo il commercio dei bulbi prosperava a Berlino ma l'espansione continua della città seppellì i giardini sotto gli edifici.

Il tulipano in Olanda 

Il diplomatico fiammingo Ogier De Busbecq, inviato degli Asburgo alla corte di Sulimano il Grande, si fece contagiare dalla mania. Nelle sue lettere parlava in termini entusiastici della bellezza dei tulipani e ne inviò alcuni bulbi a un suo amico, lo studioso olandese Carolus Clusius. Clusius aveva appena iniziato a lavorare in qualità di botanico presso l'Università di Leiden. Era molto geloso dei suoi fiori rari. Si dice che chiedesse somme talmente esorbitanti che nessuno era disposto a comprare i suoi bulbi.
Alcuni gentiluomini animati da spirito commerciale non potevano più sopportare questo stato di cose e una notte entrarono furtivamente nel suo giardino e gli rubarono i bulbi. Si dice che Clusius fu così addolorato da non volerne più sapere della coltivazione dei tulipani e che i bulbi rubati furono la base per l'inizio della coltivazione del tulipano in Olanda.

Tulipanomania 

I tulipani divennero in breve tempo molto popolari in gran parte dell'Europa, ma erano principalmente i ricchi che potevano permetterseli. Un giardino era una specie di collezione di oggetti preziosi e il costo dei tulipani influiva in modo determinante su tutto ciò. Il costo dei tulipani non faceva che aumentare e nel 1634 divenne addirittura proibitivo. Era scoppiata la tulipanomania.
In questo periodo il commercio dei bulbi era dominato dalla speculazione. La gente comprava e vendeva senza che soldi o merci cambiassero di mano. Tutto avveniva sulla carta. Oltretutto, nessuno sapeva esattamente cosa sarebbe effettivamente nato dai propri bulbi. I commerciati potevano solo sperare che fosse un bel fiore. Quando un commerciante vendeva un bulbo non era affatto certo che l'avesse mai visto o che il compratore avesse veramente i soldi o la merce di scambio. In genere erano solo promesse. Il numero degli intermediari attirati dalla posta in gioco non faceva che aumentare. Le specie più popolari erano rare e i prezzi lievitarono. Il Semper Augustus batteva tutti; valeva 5 fiorini olandesi, il prezzo di una casa sulla riva di un canale a Amsterdam! Per i pagamenti era spesso usata merce al posto del denaro. Questi erano i prezzi stabiliti per un tulipano Viceroi (che valeva circa la metà del Semper Augustus):

2 carri di frumento, 2 carri di segale, 4 buoi grassi, 8 maiali grassi, 12 pecore grasse, 2 botti di vino, 4 botti di birra, 1000 libbre di formaggio, un letto,
un calice d'argento e vestiario.

Il commercio di norma si svolgeva in salette appartate in locande e taverne. Tutti ne erano a conoscenza nonostante fosse illegale. I bambini erano spesso usati come spie.
Dopo tre anni la tulipanomania finì. I prezzi crollarono e molti commerciati fecero bancarotta e furono condannati a lunghe pene detentive. Intere fortune si dissolsero e molti persero il lavoro. Nell'aprile del 1637 il governo olandese dichiarò privi di validità tutti gli accordi speculativi e fissò in 50 fiorini olandesi il prezzo massimo per un bulbo di tulipano.